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“Dobbiamo mangiare tre polpette, abbiamo la pancia piena”. Due gare dell’Avellino sotto inchiesta.

DSC_6885Altro giro, altra corsa. All’esito del blitz del “Treni dei gol” costata la retrocessione d’ufficio al Catania Calcio, un altro scandalo relativo al calcio scommesse sta, come ogni anno di questi tempi, coinvolgendo il calcio italiano. Questa volta a finire sotto la lente dell’ingrandimento degli inquirenti, sarebbero finite 10 gare del campionato di serie B, stagione 2013-2014 . L’inchiesta posta in essere dagli uomini della DDA di Napoli ha evidenziato un giro di calcio scommesse posto in essere da un clan camorristico avente posto le proprie attenzioni sul campionato di serie B.  Nel corso delle indagini, un’intercettazione telefonica avrebbe fatto sgominare il traffico di gare truccate ” Dobbiamo mangiare tre polpette, abbiamo la pancia piena” .  Allo stato attuale risultano essere indagati il calciatore, attualmente in forza al Genoa, Armando Izzo, il centrocampista Millesi e l’ex calciatore Luca Pini. Per tutti e tre si profila l’accusa di partecipazione esterna  in associazione mafiosa. Nessuna affiliazione all’interno della stessa, ma i tre giocatori avrebbero dato un proprio contributo, influenzando l’esito di alcune partite del campionato di serie b-stagione 2013-2014- favorendo le scommesse di alcuni esponenti di spicco del clan “vanella Grassi”. Sotto la lente di ingrandimento è in tal modo finita la gara Modena-Avellino del 17 Marzo, ove il calciatore Millesi (allora militante nell’Avellino) quale intermediaro dell’ex calciatore Pini, con la compartecipazione fattiva di Maurizio Peccarisi, avrebbe favorito la rete del Modena, al fine di favorire il buon esito della scommessa effettuata dal clan sull’evento, che al netto di euro 400.000 avrebbe fruttato ben 60.000 euro. Stesso modus operandi ma differente cifra per la gara Reggina-Avellino, ove Millesi e Pini avrebbero cooperato per coinvolgere nell’illecito alcuni calciatori della formazione amaranto al fine di veicolare il risultato del match sul quale il clan di Accurso avrebbero scommesso 400.000 euro per guadagnarne indebitamente, 110.000.  Sulla scorta di tali elementi, all’alba di questa mattina, i carabinieri di Napoli con un autentico blitz hanno eseguito sette misure di custodia cautelare in carcere e tre arresti domiciliari.

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