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Avellino irriconoscibile a Chiavari: differenza di motivazioni e testa svuotata le principali cause

avellino fine garaL’Avellino ha raggiunto la matematica salvezza sabato scorso pareggiando contro il Como, questo lo sappiamo. L’Entella è in corsa per un posto, storico, nei playoff, e anche questo era lampante. Che la partita fosse quindi in discesa per i padroni di casa era quindi cosa nota e prevedibile, ma ci si sarebbe aspettati che l’Avellino avesse almeno onorato il campionato fino alla fine e soprattutto onorato la maglia in rispetto dei tanti tifosi che anche a Chiavari non hanno mancato di sostenere il Lupo per 90 minuti, salvo poi lasciar esplodere tutta la propria rabbia a giochi fatti, rifiutando il saluto dei giocatori, di fatto forzato dopo un 4-0 senza precedenti nella recente storia tra le due formazioni. Il Como già retrocesso al Partenio ha giocato una Signora partita, la Ternana giò salva è andata a pareggiare in casa di un Lanciano affamato di punti, mentre l’Avellino ha giocato “in ciabatte”, dando l’impressione, a parte i primi dieci minuti, di essere in campo solo per contratto, aspettando con ansia solo il triplice fischio finale.

Giocatori svagati, senza mordente, con la testa altrove, in balia di un avversario che ha di fatto umiliato e sottomesso un Lupo agonizzante. Un’umiliazione che una piazza come Avellino non merita, come ha sottolineato anche Tesser a fine partita. E’ vero che le motivazioni erano all’esatto opposto, e alla fine queste hanno fatto la differenza, ma anche la squadra biancoverde senza l’assillo della salvezza avrebbe potuto giocare all’arma bianca senza nulla da perdere, cercando di regalare qualche ultima soddisfazione ai propri tifosi. E invece sembrava che qualche giocatore avesse già la testa alle vacanze o al prossimo campionato, magari pensando già se restare in biancoverde o valutare nuovi lidi. E meno male che alla vigilia Tesser aveva intimato chi non se la sentisse a restare a casa e che Aglietti si aspettava un Avellino che non avrebbe regalato nulla! L’Avellino si è invece trasformato in Babbo Natale regalando un gol quasi a ogni affondo, complice un Offredi non propriamente in giornata di grazia.

E così dopo 13 minuti di buone trame da ambo le parti i biancazzurri passano già in vantaggio con Staiti colpevolmente solo: tiro centrale che Offredi non riesce a trattenere. Da questo momento i biancoverdi, che fino a quel momento stavamo provando seppur senza troppo cinismo a rendersi pericolosi dalle parti di Iacobucci, sono lentamente spariti dal campo alzando le mani di fronte alle avanzate avversarie. E così in tre minuti, tra il 34′ e il 37′, i liguri trovano altri due gol, entrambi di tacco, prendendosi beffe dell’imbambolata difesa avellinese. Il quarto sigillo, dopo che a inizio ripresa due volte Jidayi salva sulla linea di porta, è un capolavoro balistico di Sini che su punizione buca un Offredo non impeccabile. Il finale è pura accademia, l’Avellino resta anche in dieci con Paghera espulso per doppia ammonizione e l’arbitro Nasca che per evitare che l’Entella si accanisca ulteriormente fischia la fine al 90′, senza concedere recupero (le nuove norme lo consentono a risultato ormai acquisito).

La rabbia dei tifosi è ovviamente esplosa non solo a Chiavari ma in ogni luogo un tifoso biancoverde abbia assistito alla partita, con i social che trabordavano di delusione. E sabato prossima al Partenio ci sarà l’atto finale contro un Cesena alla ricerca di punti playoff, la speranza è che almeno in casa, nell’ultima davanti al proprio pubblico, la squadra tiri fuori almeno l’orgoglio per chiudere degnamente un campionato che ha lasciato parecchi rammarichi, ma che ha pur sempre visto la squadra festeggiare la salvezza con due turni di anticipo. L’imperativo ora è lasciarsi al più presto alle spalle questo brutto scivilone, per le vacanze basterà attendere solo un’altra settimana.

fontE: tuttoavellnio

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