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Dove il figlio di Apollo non giocò a palla, Rombo di tuono venne a galla!!!!

santelia Di Vincenzo Sessa

Nel XV secolo a.C. il figlio meno famoso del Dio Apollo,  Aristeo,  giunse in Sardegna e costruì la città di Caralis, quella che tutti noi oggi conosciamo come Cagliari.

La cucina cagliaritana basa le sue risorse principalmente sui prodotti ittici e risente dell’influenza dei popoli catalani e genovesi.

E se non avete mai avuto il piacere di leggere qualche cosa di sardo, potete sempre iniziare con i nomi dei piatti tipici cagliaritani.

Fregula cun cuciula ( un cus cus con aggiunta di vongole),  Còcciulas e cotzas a sa schiscionera ( vongole e cozze con aglio, olio, prezzemolo e pan grattato, il tutto cucinato in tegame ),  Burrida a sa casteddaia (   pesce gatto con aceto e noci ),  Aligusta a sa casteddaia ( aragosta alla cagliaritana, olio e succo di limone ), Spaghittus cun arrizzonis ( spaghetti coi ricci di mare ).

E se proprio non riuscite a familiarizzare con questi nomi,  c’è sempre la possibilità di ripiegare su qualcosa di più semplice, tipo i malloreddus ) i tipici gnocchetti sardi, con sugo di pomodoro, pecorino sardo e pezzetti di salsiccia ), o i culurgiones ( ravioli ripieni di patate, pecorino e menta ).

E per dolce le seadas,  ravioli fritti, ripieni di formaggio e cosparsi di zucchero e miele.

Meno difficoltà di pronuncia, con la storia del Cagliari Calcio.

Fondata nel 1920, diventa Campione d’Italia nella stagione 1969-70 con i gol Gigi Riva.

Nella stagione tricolore i gol di Riva furono 21, in totale con la maglia dei rosso-blu ne ha fatti 164. E’ lui il principe dei bomber del Cagliari. 70 gol più indietro troviamo David Suazo a quota 94.

Il record di presenze spetta invece a Daniele Conti, per lui 434 presenze.

Nei piedi di Cristian Cortesi e Alessio Murgia, tra gli altri, il futuro della società.

 

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