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Il +3 del Lanciano ed il terremoto giudiziario. Ecco tutti i possibili scenari…

13170640_10207643653668157_2090107802_oLa sentenza della “discordia” che come dai più  prefigurato, ha aperto una voragine contemporanea alla cancellazione di tre dei cinque punti di penalizzazione comminati dalla corte di Giustizia Federale all’esito del giudizio di primo grado. Un errore clamoroso ed ingiustificabile commesso dalla  Procura Federale, ha determinato la perseguibilità (per omessa apposizione della firma sugli emolumenti non corrisposti dal club abruzzese ai propri tesserati)  di un soggetto interessato diverso da quello realmente tenuto ad effettuare tale operazione. Per un mero scambio di persona, un clamoroso errore di identificazione, il deferimento è risultato essere stato notificato ad un titolare diverso dal soggetto realmente tenuto per ruolo e carica assunta nell’organigramma societario a corrispondere quanto dovuto allo staff tecnico ed agli enti previdenziali. Tale leggerezza della Pubblica accusa ha dunque determinato in capo al soggetto “indebitamente” deferito, l’a.d.Leone ( per altro non risultante essere squalificato) la caduta dell’aggravante della recidiva: si giustificano in tal modo due dei tre punti sui cinque complessivi restituiti al club abruzzese. Dulcis in fundo, il “punticino” che per tutti sembrava essere l’unica, vera, grande vittoria che la difesa avrebbe potuto ottenere in appello, in vero riguardava il differimento del pagamento degli emolumenti dovuti al giocatore Turchi, legato da vincolo di coniugio con la presidentessa del Club abruzzese. Tale sentenza di “riabilitazione” del Lanciano, emessa dalla Corte di Appello Federale,  ha determinato un forte senso di ingiustizia nei bassifondi della classifica per le modalità ed i tempi di emanazione del dispositivo. Tra le società che maggiormente promettono scintille a fine campionato, tali da far immaginare da parte di quest’ultime l’istanza del blocco (immediato) delle retrocessioni, figura di sicuro il Livorno di patron Spinelli. Ad horas restano due gli scenari percorribili, ma solo all’esito di una stagione ormai macchiata da tale polverone giudiziario: in primis, sarà possibile promuovere un’azione giudiziaria dinanzi al TNAS, ma tale possibilità risulta essere alquanto remota, giacchè difficilmente un organo federale potrà capovolgere il pronunciato di un altro organo appartenente alla medesima “struttura”. In subordine, attraverso una class action, le società coinvolte nella lotta salvezza, potrebbero agire nei confronti del Lanciano calcio e della federazione al fine di contestare punto su punto la discutibile sentenza emessa dal Corte di Appello Federale dinanzi ad un organo di giustizia ordinaria, il TAR, che potrebbe all’uopo esprimersi in prossimità della disputa dei play out con conseguente slittamento degli stessi rispetto alla data prefigurata. Insomma il più tre del Lanciano, c’è da starne certi, in un senso o nell’altro prorogherà un campionato (quello di serie B) già di per se lungo ed estenuante…

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