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Bum-bum Menichini: 8 rimonte in 15 partite hanno fruttato 12 punti

IMG_20160430_173818Quindici punti in quindici gare alla guida della Salernitana, frutto di nove pareggi, tre sconfitte e tre vittorie. La venuta di Menichini ha prodotto la svolta non in termini di continuità di vittorie, ma di risultati. Seppur Coda e compagni non siano stati in grado di conquistare due vittorie di fila, è altrettanto incontrovertibile il dato che vede i granata imbattuti negli ultimi sei turni di campionato. E’ dallo scorso 26 Marzo ( rocambolesco 3-4 casalingo ad opera del Bari) che i granata non perdono più un match, riuscendo a conquistare 10 punti in 6 gare. Nel complesso, le 15 gare segnate dal percorso tecnico di Menichini hanno evidenziato lo spirito coriaceo della formazione granata, che al di là dei limiti tecnico-tattici, ha mostrato di sapere restare sempre in partita, offrendo le migliori prestazioni in porzioni di gara in cui il danno sembrava ormai essersi già perpetuato. In 15 gare la Salernitana seppur  in svantaggio per più di una rete, è riuscita in ben nove occasioni a rimontare il passivo, conquistando punti pesanti. Addirittura, in tre delle otto partite rimesse in piedi, la Salernitana ha raggiunto il risultato (ormai insperato) a tempo quasi scaduto: in particolare in quel di Cesena, Bagadur al 94^ ha regalato all’ultimo respiro una vittoria insperata al “Manuzzi” a seguito del calcio di rigore fischiato ingiustamente proprio per fallo dell’ex difensore della Fiorentina e siglato da Camillo Ciano. Allo stesso modo al “Piola” di Novara, su assist di Coda- nell’ultima azione utile- Gatto a pochi passi dalla linea di porta ha insaccato la palla dell’uno ad uno finale. Dulcis in fundo, la testa del “gigante buono” Bagadur s’è rivelata decisiva per  la Salernitana in quel di Ascoli. Nelle otto rimonte effettuate, soltanto in due occasioni (a Cesena ed in casa con il Latina) la Salernitana è riuscita ad ottenere il bottino pieno, sfiorando l’impresa con il Bari dopo aver raggiunto il 3-3 a seguito del parziale 1-3 inflitto da Rosina e compagni ed il Lanciano: con gli abruzzesi l’undici di Menichini è uscito con le ossa rotte  ( sprecando l’impossibile sullo zero a zero) nonostante il raggiungimento del momentaneo pareggio. Altra storia, altra corsa in quel di Perugia ove la formazione granata con Coda  ha rimontato  l’iniziale svantaggio siglato da Aguirre per poi vedersi annullare un goal negli ultimi secondi siglato da Franco sugli sviluppi di una palla inattiva. Con il Trapani (seconda trasferta con Menichini sulla panchina), lo zampino di Coda contro vento ha consentito di aggiungere all’asfittica classifica un punto quasi insperato, ma i maggiori ripianti restano cristallizzati nei match interni con Pescara e Crotone: al cospetto degli abruzzesi Menichini (all’esordio bis sulla panchina granata) con Coda (croce e delizia nell’occasione) è riuscito a conquistare un punto ricco di rimpianti per il calcio di rigore sbagliato dall’attaccante di Cava de’ Tirrenti, nonostante una partita sui generis disputata dall’intera formazione granata al cospetto dei più blasonati avversari. La prima rimonta della serie, invero, ha avuto origine con il Crotone: al cospetto degli ionici,  in grado di capitalizzare l’unica sbavatura difensiva granata con Stojan, la Salernitana con Coda nell’occasione è riuscita a rimettere in equilibrio un match che un super Cordaz ha mantenuto fino alla fine ancorato sul pareggio . La Salernitana, alla stregua della propria classifica, di rimonta, un passo alla volta, cavalcando l’onda dell’emozione sta, dunque, costruendo una salvezza striminzita ed al contempo meritata per effetto della ritrovata verve fisica conferita dallo staff guidato dal tecnico di Ponsacco: in tal caso occorre dare a Cesare quel che è di Cesare.

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