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Sfortuna ed episodi premiano il Cagliari, ma questo Avellino c’è

tesser1X2. Non è il pronostico della prossima gara dei Lupi ma l’andamento dei biancoverdi in questo avvio di 2016. Vittoria alla prima di ritorno contro la Salernitana, pari contro il Modena e sconfitta contro il Cagliari. L’Avellino ha già assaporato tutti i risultati possibili ma se a uno sguardo distratto potrebbe sembrare un andamento calante, guardando risultati e prestazioni paradossalmente sono la conferma di un ottimo momento di salute che la squadra di Tesser sta attraversando. Nonostante la striscia positiva si sia fermata a 7 risultati utili consecutivi (6 vittorie e 1 pareggio), nonostante la sconfitta interna con il Cagliari con lo stesso risultato dell’andata, l’Avellino ha dimostrato di essere una delle squadre più in forma del campionato.

Nello specifico, analizzando la sconfitta di ieri contro i rossoblù dell’ex Rastelli, il risultato maturato sul campo appare largamente ingiusto per i Lupi alla luce dell’andamento della partita. Un risultato pesantemente influenzato dall’ingenuo rosso di Sbaffo che ha costretto il tecnico a rivedere l’assetto tattico e i compagni a giocare in inferiorità numerica. Di foga il primo giallo, che poteva starci, davvero ingenuo il secondo a causa di un evitabile quanto inutile tocco di mano.

Eppure la gara si era messa subito in discesa per l’Avellino che dopo pochi minuti sblocca subito il risultato con il solito Mokulu, all’ottavo centro stagionale, dopo un palo colpito da Castaldo con un imperioso stacco di testa. Poco prima il Cagliari aveva sbagliato una buona occasione da rete, e allo stesso modo pochi minuti dopo Castaldo non aggancia in area una ghiotta palla che poteva valere il 2-0. Ribaltamento di fronte e Munari fa 1-1 dopo una devastante incursione sulla sinistra di Joao Pedro. Una costante per tutta la partita, quando il pur bravo Biraschi è uscito dal campo con il mal di testa per la velocità e la contintuità con cui il Cagliari lo superava, spesso e volentieri, sulla sua fascia di competenza. Una sofferenza alla quale si sarebbe potuto porre rimedio magari spostando qualche altro uomo sull’out di destra.

E qui arriviamo all’espulsione di Sbaffo che costringe il tecnico a varare un 4-3-2 arretrando Bastien sulla linea di centrocampo. Ma l’Avellino soffre ancora troppo, così fuori Mokulu e dentro Migliorini per un 5-3-1 che in attacco diventa 3-5-1. Un vero peccato perché l’Avellino è costretto a giocare di rimessa una partita che avrebbe potuto gestire diversamente, con un solo riferimento in avanti, Castaldo. Eppure nonostante ciò sfiora il 2-1 con Bastien, la cui conclusione esce di poco. Un primo tempo spettacolare che lascia posto a una ripresa ancor più equilibrata, in cui i due allenatori si sfidano quasi come in una partita di scacchi. A decidere la partita, manco a dirlo, un doppio episodio: l’ingresso in campo di Cerri (inseguito anche ad Avellino dallo stesso Rastelli) e lo svarione difensivo di Pucino, che lascia strada libera all’attaccante per battere Frattali. Un episodio sfortunato quanto casuale, che però costa all’Avellino la sconfitta. Sfortuna che decreta l’atto finale a tempo scaduto quando il neo entrato Joao Silva di testa sfiora il palo.

Mettendo quindi sulla bilancia gli episodi l’Avellino esce a testa altissima da questo match, il Cagliari si è dimostrato squadra di altra categoria, organizzato e cinico, ma i biancoverdi non hanno affatto demeritato, e se in dieci avrebbero meritato il pari, in undici forse avrebbero potuto osare anche qualcosa in più.

fontE: tuttoavellino

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