“Pane e pallone” In Irpinia tra formaggi, cipolla ramata e…..

irpiniaDi Vincenzo Sessa

Questa volta sono davvero pochi i chilometri che ci separano dalle specialità gastronomiche della città che attende l’arrivo dei granata. Benvenuti in tavola ad Avellino.Si parte come al solito dall’antipasto e qui non c’è che l’imbarazzo della scelta. L’alta irpinia ci mette i formaggi:  caciocavallo, scamorza, caciotta, pecorino, caprino, i burrini, la ricotta salata. A questi si aggiunge la famosa sopressata. E non finisce qui: la cipolla ramata e il carciofo da Montoro, i peperoni  da Quaglietta, i fagioli da Volturara Irpina. Insomma ogni area della provincia offre qualcosa da poter gustare prima di attaccare con un bel primo piatto.Fusilli, cavatelli, tagliatelle, tutto rigorosamente fatto a mano e pronto a sposarsi con i condimenti che la provincia irpina offre. Possiamo passare da un “semplice” fusillo al ragù, ad una tagliatella ai porcini, e per chi ama sapori più intesi, ai cavatelli al tartufo. Già perché in quel di Bagnoli Irpino e aree limitrofe abbiamo anche quello! Sia bianco che nero, e sempre pronto a sfidarsi a livello nazionale, con le altre aree che offrono tale prelibatezza, per non essere secondo a nessuno come sapore e qualità.Carne di vitello, rigorosamente “paesano”, marinata in mix di pepe verde, rosso e nero, e poi cotta a fuoco lento, danno vita al brasato avellinese, che è solo uno dei tanti secondi tipici che la cucina avellinese offre. Ma è talmente tanta la varietà di carni, che i numerosi allevamenti locali offrono, che ogni chef qui diventerebbe master!Tra un sorso di Greco di Tufo, per gli amanti del bianco, o di un Taurasi, per chi invece preferisce il rosso ( ma anche sui vini la scelta è tanta),  si può finire il pasto con le castagne della zona di Montella o di Serino, o il torrone di Dentecane.E adesso due calci ad un pallone, per digerire un po’! E per un Trotta che va via magari arriverà qualcuno, o forse c’è già in rosa, con la voglia di legarsi a lungo ai biancoverdi e insidiare il record di presenze di capitan Puleo, 258. Lo scettro dei bomber invece è detenuto da Biancolino, con 56 centri.L’ottavo posto in serie A, nella stagione 1986/1987, rappresenta il punto più altro raggiunto dai Lupi. Era quella la nona stagione consecutiva in massima serie, e purtroppo anche la penultima, visto che l’anno successivo, nella stagione 1987/1988, con la retrocessione in B, finivano i 10 anni magici in A della società irpina. Anni che sicuramente la società spera di ripercorrere in futuro e che oggi ricorda ai suoi giovani per stimolarli versi grandi traguardi. Ai classe ’98 come Pesce, Trapanese, Nigro, De Donato, l’arduo compito di ripercorrere quelle gesta.

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