Il derby all’insegna di Matteo: si può fare….

salernitanaLa Salernitana ritorna al Partenio-Lombardi: era dal lontano 2008-2009 che le due squadre non si sfidavano in Irpinia. Da un lato i tifosi biancoverdi “desiderosi” di restituire il tris dell’andata, dall’altro la necessità della formazione di Torrente di conquistare punti importanti nella prima delle 21 partite che attendono Pestrin e compagni ad una impervia e difficile scalata verso la salvezza. Fin qui siamo nell’ambito del risultato sportivo. Il pre-derby, come sempre nella realtà moderna, si consuma con gli sfottò a go-go che impazzano su facebook ed i vari social network, ormai di prassi,  mera espressione di un mondo molto “social” e poco interattivo da un punto di vista dello scambio personale. E’la realtà che viaggia su Internet, forse fin troppo, caricando di inutili ansie un derby che va vissuto sul campo con spontaneità, rispetto reciproco ed all’insegna della sportività. Giova in tal senso ricordare il gesto dei tifosi irpini da sempre vicini alle sorti del piccolo Armandino De Sio, un bambino capace con la sua malattia di vincere la battaglia più importante instaurata con il morbo di Ewing, debellato grazie alla solidarietà proveniente dal mondo ultras, sempre vicino al di là delle “incompatibilità” sportive (che pure non dovrebbero aver ragioni d’essere) alle vicende umane di maggior rilievo. Sarebbe, dunque, bello che sugli spalti del Partenio tra uno sfottò di mera connotazione ittica (in ottica Avellinese) ed un coro che rimembri sarcasticamente le gesta di “Heidi” (su sponda Salernitana), si vivesse il derby all’insegna della solidarietà per un altro bambino, Matteo che grazie all’aiuto proprio dei tifosi, sta affrontando con grande caparbietà la personale lotta per ricominciare a vivere nella speranza di un futuro migliore. Altro che il ritorno di Zito, altro che i tre punti (fondamentali) per entrambe le formazioni in palio: c’è in gioco, come a Salerno in cui si è scritta la “favola” di Armandino, la possibilità per entrambe le tifoserie di vincere la propria personale partita sugli spalti.  Ed allora, sarebbe bello assistere ad una lotta sportiva sul campo tra i calciatori e di corde vocali sulle tribune per far valere e professare il proprio credo. Nel contempo, tra uno sfottò e l’altro, se all’unisono si evocasse il nome di Matteo, ideologicamente si realizzerebbe lo schema per il goal più bello da realizzare, quello per la vita. Insieme si può fare….

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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