Gaffe Mancini” Ecco quando ho conosciuto Mezzaroma”


-fotoreporter guglielmo gambardella (21)Che gaffe per Roberto Mancini: durante l’interrogatorio reso in udienza preliminare, il tecnico dell’Inter, imputato per bancarotta fraudolenta da un milione e 800 mila euro della Img Costruzioni, ha detto: “Quando giocavo con la Roma e con la Lazio, conobbi Marco Mezzaroma”. Peccato che Mancini in carriera non abbia mai indossato la maglia giallorossa.
IL RACCONTO — Ma oltre alla gaffe sulle maglie vestite in carriera, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Mancini avrebbe compiuto altre “disattenzioni”. “Ho affidato le mie cose extracalcistiche nel 1994 all’avvocato Stefano Gagliardi (arrestato nel 2011 per una bancarotta fraudolenta ndr), nel 1989 fu anche testimone di nozze di mia moglie – le parole dell’allenatore nerazzurro -. Curava le mie cose extracalcistiche, avevo totale fiducia in lui, io avevo il mio lavoro a cui pensare. Mi fece creare la società Camilla, che poi partecipò al capitale della Mastro (coinvolta nel fallimento della Img di cui è accusato Mancini con Marco Mezzaroma, ex marito dell’onorevole Mara Carfagna e Gagliardi). Però, dopo il 2008 quando finì il mio rapporto con l’Inter, ero a casa, a non fare nulla per la prima volta in trent’anni, così iniziai a fare un po’ di conti e venne fuori che c’erano due appartamenti comprati e poi venduti a mia insaputa, uno a seicentomila euro, di cui non mi erano mai stati dati i soldi. Mi accorsi che Gagliardi aveva una procura generale a fare qualsiasi cosa, datagli da mia moglie a mia insaputa”. In seguito, racconta il Mancio, “Revocai la procura all’avvocato, mi intestai tutte le quote della società Camilla nel 2009. Mia moglie era l’amministratrice e le revocai l’incarico. A maggio del 2009 Gagliardi mi disse di passare a prendere assegni per un valore di 72 mila euro che erano gli utili della Mastro. Siccome dovevo dei soldi a Marco Spendolini che stava facendo dei lavori per un appalto della casa che comprai ai miei genitori, con lavori per 4 milioni di euro mi sembra. Presi quindi gli assegni del valore di 72 mila euro e li detti a Marco Spendolini”. Mancini però non girò gli assegni. Quando il pm gli ha domandato il perché, lui risponde che “non mi è venuto in mente di girarli”. Distrazione che è costata a Spendolini l’imputazione per riciclaggio presso la filiale di Jesi della Banca Popolare di Ancona dei sei assegni con lo scopo, secondo la procura, di schermare la reale origine del denaro. Quando il pm Fava gli contesta che non avrebbe dovuto utilizzare quei soldi per scopi personali perché, essendo denaro della Camilla, aveva bisogno di una delibera, Mancini risponde: “Faccio un altro lavoro, lo so che lei ha ragione, ma è tutto troppo tecnico per me…”.
LA VICENDA — Secondo gli inquirenti, Roberto Mancini e Marco Mezzaroma sarebbero coinvolti nel fallimento della Img Costruzioni in forma indiretta: i due infatti non avevano nessuna quota della società fallita, ma erano soci di un’altra società, la Mastro, azienda nel campo delle costruzioni, attraverso la quale tra il 2006 e il 2009 sarebbero stati fatti circolare investimenti attraverso fatturazioni di operazioni inesistenti.
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