Riag”ganci”amoci…..

3 fotoreporter guglielmo gambardellaSi riparte, ebbene sì: è serie B. I sogni sono desideri di felicità. A Salerno negli ultimi tempi il popolo di fede granata si è abituato a vincere sul rettangolo verde e non solo. Già, perchè non è facile ripartire da zero e scalare passo dopo passo le gradinate impervie, superare gli ostacoli, macinare quei km che separano l’inferno dal purgatorio. Sarà stata protestante o musulmana la fede granata, chissà, di certo la B non è ancora la “Mecca”. Piuttosto sarà capitato anche ai comuni mortali di intrufolarsi in settimana nei famosi “quartieri” di Salerno o nel centro storico dove l’aria che si respira è densa di elettricità e desiderio incontrastabile di confronto con la nuova realtà. La cicuta delle serie minori va in soffitta, riposta in un cassonetto chiuso a tripla mandata in compagnia dei gagliardetti raffiguranti squadre dal nome impronunciabile (non ce ne vogliano, per carità) che il vessillo granata ha dovuto incrociare per poter risalire dalle secche. Sempre a testa alta, sempre in trincea, al fianco di quei colori mai sbiaditi, per vivere semplicemente delle emozioni: l’incubo durato cinque stagioni è così terminato, la notte è passata ed il nuovo giorno arride un pò a tutti, presenti ed assenti(colpevoli) nelle categorie minori: Salerno all’alba del nuovo giorno rinasce per la terza volta, questa volta non dalle ceneri, giacchè voltandosi indietro potrà guardare con orgoglio a quanto seminato e raccolto nel “medioevo calcistico”. Non più Aprilia, Melfi, Caserta, Aversa; non più assemblati di tubolato fatti passare per mentiti gradoni, ma Stadi qualificabili come tali e squadre di blasone con le quali confrontarsi. Tutto bello da raccontare e descrivere senza mai dimenticare tutto ciò che poco tempo fa era la mera realtà, ma quanta sofferenza e singolar tensione da sottolineare a coloro che qualche tempo fa rivendicavano la legittimità di una categoria con uno striscione ultrà ” Noi serie B Tim, voi serie B Tar”. La storia che si capovolge, fatta di un ritorno in grande stile, suffragato dai risultati, dalle gesta di squadre in grado di derogare dai ripescaggi utili a poter camuffare i “fallimenti” societari e sportivi. Rispetto alla vicina Avellino, Salerno è stata in grado di primeggiare nella lotta per l’acquisizione dei segni distintivi richiamati più volte con un eco che sovrastava l’enfasi per il goal o la giocata sopraffina del singolo. Sulla scorta di quanto vissuto, la Salernitana si prepara ad un nuovo campionato, difficile e di transizione prima di poter intravedere il “paradiso” terrestre lasciato troppo frettolosamente ben 16 anni fa. L’Arechi, a distanza di sei anni dall’ultima volta che l’ha assaporata, si riaggancia all’uno a zero siglato da Ganci sotto la sud, riavvolge il nastro e con grande fierezza è pronta a rendere pan per focaccia, sulla scorta di  una B conquistata senza l’ausilio della carta bollata.. Ed allora, riagganciamoci alla storia, consci di essere “gli immortali” del calcio. Domani pomeriggio per i salernitani sarà un tuffo nel passato, un remake storico sorretto da quella piacevole leggerezza dell’essere tornati ancora e più forti di prima. Che l’Italia lo sappia, anche attraverso un messaggio, magari su whatsapp rende meglio….

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *