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BENEVENTO: Il comunicato dell’avv. Reppucci

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Ho sempre pensato che riscontrare e contestare articoli denigratori ed offensivi, prima di valutare qualsiasi ipotesi di tutela giudiziaria, produce inevitabilmente un duplice effetto: da un lato l’alimentarsi di futili polemiche dall’altro (ed è questo l’effetto peggiore) la creazione di “personaggi”, soprattutto quando questi da perfetti “ignoti” vanno alla ricerca di qualche “articoluccio” per una “vanagloria”.
Ora, nel caso di specie, mi domando chi, tra “giornalista-articolista” ed “imprenditore”, sia “l’ignoto personaggio” alla ricerca della tanto desiderata “vanagloria” e soprattutto sino a quando il desiderio di apparire porta a dare informazioni fuorvianti, seppur vere nelle loro verificazione, nulla questio, rientrando tale comportamento nella propria sfera deontologica, ma allorquando questa “smania” travalica la verità, offendendo la professionalità, allora ritengo che sia doveroso fare, ma soprattutto, offrire chiarezza sulla realtà dei fatti.
Mi corre, pertanto, l’obbligo di censurare fermamente quanto apparso sul Sannio Quotidiano in data 10.06.2015 nell’articolo “La verità di Giannuzzi” scritto dal sig. Mogavero Massimiliano, in quanto intriso di notizie false e menzognere, per cui invito sin d’ora, il citato “imprenditore” a smentirle in quanto non vere.
Procediamo con ordine.
Non è vero, come già ribadito in precedenti smentite, che per ben due giorni non “avrei dato alcuna risposta” “all’imprenditore beneventano”, e che “avrei risposto” solo a seguito dell’articolo apparso sul Sannio, sia perché alcun contatto vi è stato nei giorni precedenti il sabato 06/06/2015, sia perchè – mi dovrebbero spiegare gli attenti giornalista ed imprenditore – di come avrei potuto “nascondermi” o “non rispondere” se non conoscevo affatto né il Giannuzzi né –soprattutto- il suo numero di telefono.
Ribadisco ancora una volta, quindi, che il primo contatto è avvenuto solo il sabato e non certamente per la pubblicazione dell’articolo, ma semplicemente perché il Giannuzzi solo il sabato mi ha telefonato !!!.
Del resto, davvero non si comprende dove mi avrebbe cercato il “noto imprenditore”, atteso che alcuna telefonata è stata giammai ricevuta allo studio.
Veniamo poi alla telefonata di sabato 06.06.2015.
Contrariamente a quanto sostenuto dal Giannuzzi, quest’ultimo non solo non ha voluto fissare alcun appuntamento presso il mio studio, benchè avessi dato la disponibilità per un incontro già il lunedì successivo alle ore 17.00, ma mi riferiva testualmente che avrebbe voluto parlare solo telefonicamente della vicenda relativa alla società Benevento Calcio spa (il che già dimostrava il poco interesse per la cessione), per cui al giustificato rifiuto dello scrivente di procedere con tale modalità, rispondeva che si sarebbe fatto risentire.
Ed ancora.
Diversamente da quanto riferito dal Giannuzzi, la mattina del lunedì, probabilmente per dare seguito alla messa in scena mal orchestrata e diretta, l’imprenditore beneventano, invece di contattarmi sul mio cellulare come aveva già fatto nella giornata di sabato, telefonava allo studio e riferiva capziosamente alla collaboratrice di avere un appuntamento con lo scrivente per le ore 12.00, facendosi spiegare la esatta ubicazione dello studio.
Avendo però altri impegni per la mattinata, ricontattavo l’imprenditore beneventano per differire l’incontro di un’ora, alle ore 13.00, al fine di evitare altre strumentalizzazioni sulla vicenda, ad opera di chi, pseudo informatore non è affatto interessato alle sorti della società sportiva, ma solo a denigrarla.
Nel corso dell’incontro tenutosi presso il mio studio, contrariamente a quanto riferito dal Giannuzzi, spiegavo al citato imprenditore la procedura da seguire, che chiaramente prevedeva la sottoscrizione di un accordo di riservatezza e non divulgazione, che il Giannuzzi si riservava di far verificare al proprio legale e che avrebbe inviato nel pomeriggio controfirmato, approvando pienamente tale modalità di procedere nella trattativa.
Lo stesso nella serata di lunedì 08 giugno, ed è questa la pura verità, telefonava sempre sul mio cellulare, riferendo di non essere interessato all’acquisto perché l’esborso economico (parlava di 7 milioni di euro) era notevole e non se la sentiva di procedere a tanto, ridabendo quello che in mattinata aveva già rivelato, e cioè che comunque agiva per terze persone.
Replicavo sostenendo che non poteva “accampare” numeri prima di una verifica della contabilità, la quale era a sua disposizione (già dall’incontro della mattina) previa sottoscrizione da parte dello stesso dell’accordo di riservatezza.
Mi rispondeva che non era intenzionato in quanto “sono troppi soldi” e contestualmente avanzava, l’ipotesi di entrare in società con l’avv. Oreste Vigorito.
A tale ultima richiesta rappresentavo al Giannuzzi, quanto già reiteratamente espresso nel corso dell’incontro mattutino, vale a dire che l’avv. Vigorito, non cercava soci (non avendone necessità), ma intendeva cedere a costo zero l’intero pacchetto azionario della società sportiva.
Smentisco poi categoricamente quanto riferito dal Giannuzzi relativa ad un rifiuto dell’avv. Vogorito ad incontrarlo per valutare la cessione, in quanto assolutamente falsa, sia perché si ribadisce il Giannuzzi aveva rappresentato di non essere intenzionato all’acquisto, per cui non si capirebbe quale appuntamento avrebbero dovuto avere i due imprenditori, sia perchè l’avv. Vigorito non essendo affatto al corrente della richiesta del Giannuzzi, non avrebbe mai potuto rifiutare incontri.
Erronea e falsa è, poi, l’ulteriore affermazione del Giannuzzi secondo la quale l’avv. Vigorito non lo avrebbe incontrato e non gli avrebbe voluto mostrare i bilanci in quanto non intenzionato alla cessione delle azioni della società sportiva, atteso che – si ribadisce – lo stesso Giannuzzi dichiara nel prosieguo dell’intervista (unico dato vero corrispondente alla verità) di non essere intenzionato all’acquisto per il notevole esborso economico.
Quanto all’omessa consegna del bilancio, come già ribadito, il Giannuzzi non ha proprio dato vita ad alcuna trattativa, per cui non si capisce neanche in cosa sarebbe consistita la “irricevibilità della proposta” fattagli pervenire, sottolineando come un imprenditore capace di far fronte ad un acquisto del genere, ben avrebbe dovuto sapere che le trattative preliminari ad operazioni di cosi notevole valore passano necessariamente attraverso la sottoscrizioni di accordi di riservatezza, per una logica di mercato connessa ai grandi numeri.
Definire questa operazione “una proposta irricevibile” la dice lunga sulla scarsa confidenza del Giannuzzi con rapporti commerciali di rilievo e sulla idoneità dello stesso a rendersi protagonista di un’operazione di tale portata.
Intendo poi ribadire come non vi è stato mai alcun diniego ad una proposta di incontrare il Presidente avv. Oreste Vigorito, essendo ferma l’intenzione dello stesso di cedere le quote sociali a persone veramente interessate e soprattutto capaci di porsi come obiettivo principe l’interesse del Benevento Calcio SpA, obiettivo che ha caratterizzato la sua Presidenza in questi anni.
Nessuno steccato, quindi, è stato alzato, come afferma il Giannuzzi, il quale, poi, ritiene di potersi cimentare anche in giudizi di natura gestionale (La proprietà si muove in modo disarticolato; cosi non si troverà mai qualcuno disposto a subentrare) che appaiono palesemente dissonanti con la sua tenuta imprenditoriale, come emerge dalla lettura del prosieguo dell’intervista.
Mi riferisco alle dichiarazioni successive laddove, non solo il Giannuzzi mi addita come persona poco seria (non ha rispettato gli accordi verbali) affermazione assolutamente falsa, essendosi il nostro incontro interrotto nel momento in cui gli ho sottoposto la sottoscrizione dell’accordo di riservatezza, ma si spinge a dichiarare che avrei comunicato addirittura informazioni non corrispondenti al vero, senza però, stranamente, indicare quali, non essendoci alcuna informazione non vera divulgata, ma solo la riproduzione di quello che era stato l’oggetto del brevissimo incontro.
E’ evidente che la poca correttezza avuta dal Giannuzzi troverà necessariamente il suo seguito nelle aule di giustizia.
Del resto, e concludo, che il Giannuzzi avesse un assoluto disinteresse all’acquisto del Benevento Calcio, lo si ricava facilmente dalle sue stesse parole – che lascio al giudizio di chi ha letto – laddove, afferma che non concluderà l’affare perchè “mi hanno fatto passare la voglia”, quasi a paragonarla ad una partita di calcio o di carte tra amici da disputarsi.
Ultima considerazione a proposito della “correttezza” e volontà vera dei soggetti coinvolti:
il Giannuzzi riferisce che giorni prima avrebbe inviato per il tramite di un suo intermediario una richiesta via mail e che a tale richiesta avrei risposto con una mail pubblicata sempre sul Sannio.
Ora mi chiedo: se la mail pubblicata sul Sannio, a cui fa riferimento il Giannuzzi e che sarebbe stata inviata per suo conto, è quella di riscontro all’intermediario della società araba, …chi mente.. L’INTERMEDIARIO ARABO O L’IMPRENDITORE BENEVENTANO?
Rinnovo ancora una volta l’invito ad abbassare i toni ed a prendere a cuore le sorti della società sportiva evitando di speculare o strumentalizzare vicende al solo fine di denigrare l’avv. Oreste Vigorito.
Tanto dovevo.
Avv. Teodoro Reppucci

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