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Menichini ” Nessuno può togliermi gli 80 punti. Sono l’allenatore della Salernitana e voglio continuare a farlo”.

DSC_2918Questa volta la rottura tra diesse Fabiani e mister Menichini è ufficiale: se nel corso del campionato le due anime viaggianti sempre su due binari paralleli, non si sono mai scontrate, questa volta l’intersecazione ha determinato uno scontro diretto ed inequivocabile.

Dapprima le parole del diesse protese ad ottenere dal tecnico di Ponsacco maggiore rispetto dei calciatori che sul campo hanno collezionato ben 80 punti senza divagare in fantasiose ed ingrate operazioni di mercato riguardanti i protagonisti dello scorso campionato, dall’altro Menichini che si difende sulla base del risultato conseguito, evidenziando di non aver mai perso il controllo dello spogliatoio.

Insomma, a differenza di qualche settimana fa, a bocce ferme i due non se le mandano a dire, evidenziando delle crepe nel rapporto difficilmente colmabili a cui dovrà, a breve, provvedere la società che tra oggi e domani ha in programma un incontro risolutore con il trainer di Ponsacco: sul tavolo della concertazione “ballano” oltre 70.000 mila euro di buonuscita, nodo cruciale per risolvere anzitempo il rapporto:

“Ora mi si fa passare per uno che non gestiva bene il gruppo. Strano, molto strano: se c’era un complimento per Leonardo Menichini, era la capacità di lasciarsi scivolare tutto addosso, gestendo bene gli uomini e le risorse. Poi all’improvviso, ecco le lamentele, le frecciate continue-ha dichiarato Menichini al quotidiano “La Città”-E poi proprio al vostro giornale è stato fatto riferimento a certe confessioni alle quali il sottoscritto si sarebbe lasciato andare contro il gruppo o una certa parte, all’uscita dagli allenamenti. Per quanto mi riguarda, buongiorno e buonasera. Non capisco cosa ci fosse da rivelare o da ingigantire, nel bel mezzo di un campionato che ci vedeva invece tutti protagonisti.Aspetto che mi convochino i presidenti. Sono l’allenatore della Salernitana fino al 30 giugno e lo sarò ancora, per quanto mi riguarda. Ovviamente poi decide la proprietà e se non vado più bene me lo comunicherà. Il mio contratto è lì: non devo rinegoziarlo, non devo farlo vidimare da professionisti o da chicchessia. Se lo facessi, significherebbe che non credo alla bontà di ciò che ho firmato e alla serietà e alla solidità di chi me l’ha proposto. Invece io sono un dipendente della Salernitana che è un club forte e ben diretto, sono contento di averla allenata, voglio continuare a farlo. Se non avessi avuto in mano la gestione del gruppo e la stima dei calciatori, non credo che saremmo arrivati a realizzare ottanta punti. I record, le vittorie, i punti, questi non può togliermeli nessuno”.

Dulcis in fundo la risposta ad Alessandro Tuia, “reo” di non aver condiviso alcune scelte tecniche di Menichini” Tuia alla prima giornata era titolare e l’ho fatto giocare al posto di un certo Lanzaro. Poi ha anche sostituito Trevisan. Ci sta che in una squadra uno, due, tre, cinque che giochino di meno si lamentino. Dove non accadrebbe? Hanno giocato meno Pezzella, Bovo, a un certo punto Trevisan, pure Pestrin quando ho fatto alcune scelte. Ma io ho sempre parlato chiaro: non ho figli né figliastri, decido in autonomia. Finché ci sono stato, finché ci sarò  sarà sempre così”

Parole che non lasciano spazio ad alcuna interpretazione: la volontà di Menichini è di rispettare il contratto senza rinunciare a cuor leggero ad una buonuscita piuttosto onerosa.

Spetterà al duo Lotito-Mezzaroma dirimere la questione, mantenendo a libro paga il tecnico di Ponsacco, ingaggiando ugualmente un altro allenatore, ovvero provare a toccare le corde giuste per un addio che si riveli per entrambe le parti il meno doloroso possibile.

Nel mezzo il diesse Fabiani che attende buone nuove per poter far decollare il suo progetto tecnico da tempo abbozzato senza mai evocare il nome di Menichini.

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